Ecco i 10 luxury food più costosi al mondo

  1. Tartufo Bianco di Alba – 160,406 dollari;
  2. Caviale Almas – 25,000 dollari;
  3. Meloni Yubari King – 22,872 dollari;
  4. Anguria Nera Densuke – 6,100 dollari;
  5. Pizza Royale di Domenico Crolla – 4,200 dollari;
  6. Samundari Khazana Curry di Bombay Brassiere – 3,200 dollari;
  7. Bistecca di Wagyu di Craftsteak (NY) – 2,800 dollari;
  8. Frittata di aragosta e caviale de Le Parker Meridien (NY) – 1,000 dollari;
  9. Bagel dorato di Westin Hotel – 1,000 dollari;
  10. Funghi Matsutake – 1,000 dollari.

NEW YORK – Il miele di Manuka (100 euro/kg) è  il miele più caro al mondo. Fatta eccezione per il Miele Elvish  che deve il suo prezzo di 5000 euro/kg.  alla suggestione e alla rarità.

Questa speciale varietà di miele  viene estratta in grotte a 1800 metri di profondità presso la valle di Saricayir, nella città di Artvin, situata nel nord-est della Turchia – la produzione  ha valori quantitativi  ridicoli  e solo per questo il prezzo è altissimo.

Il miele Manuka invece – qualcuno  lo chiama  “oro liquido” e lo si può trovare online a partire da 20 dollari al vasetto, ma se vi azzardate ad andare in qualche negozio o supermercato specializzato, tipo l’Whole Foods a New York, il prezzo minimo è di 30 dollari a vasetto.

In Italia si parla anche di 50 euro a confezione – ma quella da 1kg costa oltre 100 euro.

Ma che avrà di tanto speciale? Pare sia miracoloso per vari problemi epidermici, da piaghe e psoriasi fino all’acne, oltre a risultare efficace contro altre malattie date le sue alte qualità antibatteriche e anti-infiammatorie.

Questo miele è prodotto in Nuova Zelanda da api che si nutrono con polline della pianta Manuka e fino alla fine del Diciannovesimo secolo solo la popolazione dei Maori era a conoscenza di questo ritrovato della natura, poi alcuni scienziati hanno scoperto le sue qualità anti batteriche e negli anni Novanta, grazie a uno studio effettuato dalla Waiko University di Hamilton in Nuova Zelanda che, sempre più persone in tutto il mondo hanno iniziato a usarlo e apprezzarlo. Fino alle immancabili celebrities: la cantante Katherine Jenkins sostiene che è fondamentale per la salute della sua gola, il tennista Novak Djokovic nel suo libro “Il punto vincente” rivela che la sua giornata inizia sempre con due cucchiaini di miele di manuka sciolti in acqua calda e l’attrice Scarlett Johansson lo ha promosso come perfetto alleato di bellezza. Se lo spalma sulla faccia come maschera da tenere in posa 10-15 minuti e, voilà, è pronta per il red carpet.

Come si diceva è antibatterico, ma non solo. Ha la capacità di stimolare cellule indispensabili per la ricostruzione dei tessuti nel caso di una ferita infetta. Inoltre ha un forte potere anti-infiammatorio.

Le qualità antibiotiche del miele di Manuka sono date dall’alta presenza di perossido d’idrogeno, cosa comune ad altri tipi di miele, ma in più quello di Manuka ha componenti che lo rendono ancora più efficace. Tra queste il principio attivo che lo rende unico è il metilgliossale (o MGO o methylglyoxal). Più è alta la concentrazione di questa componente, e lo potete leggere sulla confezione, più il potere anti-batterico del miele è forte. Attenzione però, se volete usarlo sulle ferite, è consigliabile usare le versione medica, venduta in confezioni sterilizzate e in cui è stato trasformato in una specie di crema. In America e altrove non è stato ancora riconosciuto ufficialmente come ritrovato medico ma in Australia campeggia già da tempo nella lista dei “prodotti terapeutici”.

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