NPL: quando una Banca ha le doglie!

I Governi Letta-Renzi hanno gestito il disastro delle Banche italiane lesionate da un management poco trasparente e clientelare.

Complici della disfatta:

la Politica, la Banca D’Italia &  i Media Economici.

Da prima servendosi di nuovi legittimi strumenti giuridici approvati a livello comunitario – hanno potuto agilmente eludere ed aggirare la normativa del fallimento societario attraverso un nuovo percorso di gestione della crisi studiato ad hoc per le Imprese Bancarie:    “risoluzione bancaria”.

Di seguito istituendo un elenco specifico in Banca D’Italia delle società  autorizzate a gestire gli NPL delle Banche Italiane (risolte o in esercizio)   hanno indirettamente promosso la creazione spontanea di oltre 869     società veicolo o SPV .

Di società che nel Mondo trattano NPL ve ne sono diverse anche solidissime – ma qui le cose girano in maniera differente… si fa un elenco di autorizzati … e si procede con i Bandi per affidare le Cartolarizzazioni.

Così oggi, tocca constatare che una quota di ben oltre il 50% delle insolvenze cartolarizzate sono state affidate/vendute/cedute si a centinaia di SPV* ma tutte facenti capo alla medesima società ovvero FININT di Conegliano Veneto.

Il prezzo di cessione ? Non lo commento non ne ho titolo!

Ci sono studi della Banca d’Italia ed internazionali che quotano diversamente gli NPL mondiali, europei ed italiani – questo prezzo andrebbe valutato da giornali economici e giornalisti esperti ma di una Stampa davvero Libera.

Non essendo assolutamente qualificato e legittimato a farlo vi invito a consultare gli studi della Banca d’Italia o di organismi autorevoli,  questi attribuiscono di solito un valore in percentuale agli NPL – tenendo conto del Paese, delle garanzie prestate e quant’altro.

Comunque 110 cartolarizzazioni affidate  ad una Banca che data la sua prima cartolarizzazione  solo nel 2014 anno in cui diviene Banca perché prima era solo una Finanziaria – ad un inesperto/cittadino sembrano un azzardo.

Non fosse altro che nell’affidare valori finanziari è sempre buona norma quella di ridurre il rischio parcellizzando il più possibile gli impieghi.

Finint ha sì 25 anni di esperienza nei servizi bancari erogati ad altre banche e 700 qualificatissimi operatori  (nel 2014 ne aveva però meno della metà) ma…

Badate bene che Monte Paschi di Siena la Banca più antica e longeva del Mondo (1472) con un esercito di impiegati (oggi sono 23.000) non è stata ritenuta “credibile” dai mercati che l’hanno affossata!

MPS viene ritenuta incapace di recuperare i propri NPL ed aveva ed ha ben altri numeri:  1600 filiali, 240 centri specialistici, 4 milioni di clienti.

A nulla servì per MPS cambiare management, né il controllo serrato di Banca D’Italia tantomeno una garanzia Pubblica – il Rating negativo non mutò!

Non sottovalutate la complessità che eredita un organismo esterno anche se specializzato – nel gestire e trattare gli NPL di un altro istituto.

Sarebbe stato ovvio, quasi banale che ogni istituto recuperasse i propri crediti in sofferenza perché tale attività di recupero è ordinario lavoro di Banca.

Elaborare una posizione, metterla in data entry, farne un analisi sotto i diversi aspetti – richiede tempo e denaro – risorse che ogni Banca ha il vantaggio di aver già speso per ogni posizione in sofferenza.

Ci sarebbe molto da investigare sugli interessi che muovono le società di rating – che stranamente e per contro a volte hanno garantito colossi – poi franati miseramente.

Comunque problemi di rating e di credibilità che la referenziata FININT ad oggi assolutamente non ha anzi risulta più solida dello Stato-Italia che la ospita!

Se è vera sostanza lo decidano dunque gli esperti e non Noi-cittadini noi siamo chiamati semmai a pagare se le cose vanno per aria – con la grande soddisfazione che dopo anni di indagini Banca D’Italia comminerà agli esperti responsabili severi richiami e sanzioni !

FININT è dunque come Banca neonata – una bimba di soli 4 anni e le società di rating internazionale le accordano la massima fiducia – questi sono i FATTI !

Andiamo agli azionisti di FININT: Abbacus – Commerciale Finanziaria S.p.A. per il 47% – Marchi Giovanni & C. S.r.l. per il 31,5% – Aprile S.p.A. per il 21,5%

Il reale controllo di maggioranza è praticamente di Marchi Enrico certo un imprenditore non improvvisato basti pensare alla storia industriale di Famiglia (Lanerossi) e a SAVE con le sue gestioni aeroportuali (Marco Polo di Venezia, Verona e Brescia) e ad altre imprese che lo hanno visto attore protagonista e azionista a volte anche di maggioranza.

L’attività professionale di Enrico Marchi inizia nel 1980 nel settore del merchant banking, quando fonda Finanziaria Internazionale Holding dove è il presidente della compagnia.

Finanziaria Internazionale è considerata oggi una delle più innovative istituzioni finanziarie italiane.

Opera nei settori Corporate Finance, Securitisation e Structured Finance, Private Equity, Outsourcing di servizi amministrativi e finanziari.

Con la banca francese BNP Paribas è appunto Finint la società leader del mercato italiano delle cartolarizzazioni.

Enrico Marchi è membro del comitato di Assonime, l’associazione delle società per azioni. È membro dei consigli di amministrazione di un certo numero di società. Nel corso della sua carriera, è stato nominato Vice Presidente di Banca Antonveneta **e Vice Presidente di Assaeroporti.

Ha ricoperto incarichi di livello per enti della Pubblica Amministrazione ed è Laureato in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano.

La ripartizione degli NPL, il rating delle agenzie internazionali restano comunque un mistero per un cittadino analfabeta come me!

Ora tutto questo panegirico in premessa giunge al messaggio che risponde ai fini di questo sito di consulenza aziendale:

segnalo a quanti sono indebitati con il sistema bancario italiano che queste cessioni presto riguarderanno anche  Noi indebitati.

Chi magari in questi anni di crisi bancarie non ha sempre trovato modo di contrattare un saldo e stralcio ad un valore possibile e realistico – per una pluralità di motivi, di liquidità ma anche e il più delle volte per mancanza di un referente realmente autorizzato a trattare e a chiudere agilmente le posizioni.

Chiudere senza che conseguenze o sospetti cadessero su un funzionario.

Deve sapere che oggi le SPV sono autorizzate e dotate di strumenti  anche legislativi che gli consentono perfino di rifinanziare il debitore, di entrare in società con Lui di rilevarne gli asset. (occhio)

Preparatevi quindi anche un po’ guardinghi a valutare queste opportunità che potranno essere positive o/e negative.

Note:

  • Dal Pubblico elenco delle SPV autorizzate da Banca D’Italia risulta che n.313 SPV S.r.l. sono domiciliate in Conegliano 31015 (TV) via Vittorio Alfieri 1. – Finint ha lì il suo quartier generale oltre a contare altre 14 sedi nazionali e internazionali. (se nell’ elenco delle 869 SPV – 313 S.r.l.  risultano avere lì sede legale – non è proprio scontato che facciano tutte capo a FININT)

**Banca Antonveneta ha nella sua storia un aspetto chiacchierato il fatto che sia stata acquistata a caro prezzo da MPS:

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