Tasse & Condoni

Il condono Fiscale, facile, democratico accessibile è nelle corde dei Partiti che sono vicini alla realtà dell’Impresa.

Altri più ipocriti fanno certo leggi di Condono meno democratiche tipo le Leggi dell’Esdebitazione Personale o sulle Procedure concorsuali, dove però devi essere ben assistito da validi e costosi professionisti e sostenere costi di giustizia e per fidejussioni di garanzia.

Condoni che ancora oggi nessuno conosce perché i media restano pressoché muti e non manifestano ne stupore ne scandalo!

In questi giorni però dobbiamo sentire la favola che il Condono è un regalo sempre e comunque – l’assunto parte da una falsa premessa, ovvero che quanto imposto come peso fiscale ed inviato per cartella esattoriale sia sostenibile per il contribuente e l’impresa!

Gli studi di settore dicono che chi fa una determinata attività e ha un determinato fatturato a prescindere dai tuoi bilanci deve denunciare un’utile minimo se non lo fa scatta l’accertamento che prende in esame in vero diverse variabili.

Questo accertamento produce richieste di denaro alle quali puoi opporti e  fare ricorso in commissione tributaria di I° grado dove probabilmente perdi!

Oppure vai a parlare con un funzionario che però ha delle direttive ben precise e non ha un reale potere di riduzione del dovuto.

Dopo anni di giudizi tributari fino alla cassazione poi si vedrà… se non fallisci prima!

Comunque questo peso o imposizione si somma alle condizioni non felici con cui le imprese italiane comunque devono fare i conti.

Altra valutazione non contemplata dai rigoristi contrari ai condoni sono:

Che lo Stato per contro può non pagare per svariati motivi i fornitori o i rimborsi Iva fino a far fallire fornitori e imprese e qui non ci sono sanzioni o danni per nessuno non succede proprio nulla.

Che le Banche possono essere in crisi e insolventi e pagano i cittadini.

Che i grandi gruppi italiani e internazionali vengono tassati in maniera assurda!

La Coca Cola è la più venduta al mondo: circa due miliardi di bottiglie al giorno, cinquecento marchi distribuiti in duecento paesi con un fatturato di ben 1 Miliardo all’anno in Italia  può dichiararsi in perdita per diversi anni, licenziare personale e prelevare l’acqua pubblica pagando una bolletta ridicola!

Per non parlare del criterio con cui grandi del web fatturano e pagano le tasse nel nostro bel Paese! Quindi se sei un piccolo artigiano l’accertamento è automatico – se sei un grande gruppo  invece chissà … forse lo fa Report!

In quanti che vantano brillanti fatturati possono dichiararsi in perdita senza un automatico accertamento sarà il caso di tassare tutti un fisso sul fatturato  per prendere qualcosina…

Fatturato Gruppi Stranieri

COCA COLA 923.498.254,00

HBC ITALIA S.R.L.

 ITALIA SRL

APPLE 509.975.588,00

RETAIL ITALIA S.R.L.

APPLE ITALIA S.R.L.

AMAZON 348.514.328,00
ITALIA LOGISTICA S.R.L.
CITY LOGISTICA S.R.L.
ITALIA TRANSPORT S.R.L.
ITALIA CUSTOMER SERVICES S.R.L.
ITALIA SERVICES S.R.L.
DATA SERVICES ITALY S.R.L.
MICROSOFT S.R.L. 262.763.114,00
GOOGLE ITALY S.R.L. 94.586.752,00
BOOKING.COM (ITALIA) S.R.L. 36.797.930,00
FACEBOOK ITALY S.R.L. 10.965.100,00
totale

2.187.101.066,00

Fatturato dei primi 15 Gruppi Italiani

EXOR SpA 143.430.000.000,00
Assicurazioni Generali SpA 89.204.000.000,00
Enel SpA 72.664.000.000,00
Eni SpA 70.980.000.000,00
Poste Italiane SpA 33.350.000.000,00
Unicredit SpA 19.336.000.000,00
Intesa Sanpaolo SpA 14.257.000.000,00
Coop Italia 13.100.000.000,00
Conad 12.388.000.000,00
Leonardo SpA 11.527.000.000,00
Benetton Group SpA 12.508.000.000,00
Selex Gruppo Commerciale Srl 10.350.000.000,00
totale

503.094.000.000,00

503 Miliardi di euro di fatturati + 2 = 505

e quanto gettito introita l’erario ?

 

NPL: quando una Banca ha le doglie!

I Governi Letta-Renzi hanno gestito il disastro delle Banche italiane lesionate da un management poco trasparente e clientelare.

Complici della disfatta:

la Politica, la Banca D’Italia &  i Media Economici.

Da prima servendosi di nuovi legittimi strumenti giuridici approvati a livello comunitario – hanno potuto agilmente eludere ed aggirare la normativa del fallimento societario attraverso un nuovo percorso di gestione della crisi studiato ad hoc per le Imprese Bancarie:    “risoluzione bancaria”.

Di seguito istituendo un elenco specifico in Banca D’Italia delle società  autorizzate a gestire gli NPL delle Banche Italiane (risolte o in esercizio)   hanno indirettamente promosso la creazione spontanea di oltre 869     società veicolo o SPV .

Di società che nel Mondo trattano NPL ve ne sono diverse anche solidissime – ma qui le cose girano in maniera differente… si fa un elenco di autorizzati … e si procede con i Bandi per affidare le Cartolarizzazioni.

Così oggi, tocca constatare che una quota di ben oltre il 50% delle insolvenze cartolarizzate sono state affidate/vendute/cedute si a centinaia di SPV* ma tutte facenti capo alla medesima società ovvero FININT di Conegliano Veneto.

Il prezzo di cessione ? Non lo commento non ne ho titolo!

Ci sono studi della Banca d’Italia ed internazionali che quotano diversamente gli NPL mondiali, europei ed italiani – questo prezzo andrebbe valutato da giornali economici e giornalisti esperti ma di una Stampa davvero Libera.

Non essendo assolutamente qualificato e legittimato a farlo vi invito a consultare gli studi della Banca d’Italia o di organismi autorevoli,  questi attribuiscono di solito un valore in percentuale agli NPL – tenendo conto del Paese, delle garanzie prestate e quant’altro.

Comunque 110 cartolarizzazioni affidate  ad una Banca che data la sua prima cartolarizzazione  solo nel 2014 anno in cui diviene Banca perché prima era solo una Finanziaria – ad un inesperto/cittadino sembrano un azzardo.

Non fosse altro che nell’affidare valori finanziari è sempre buona norma quella di ridurre il rischio parcellizzando il più possibile gli impieghi.

Finint ha sì 25 anni di esperienza nei servizi bancari erogati ad altre banche e 700 qualificatissimi operatori  (nel 2014 ne aveva però meno della metà) ma…

Badate bene che Monte Paschi di Siena la Banca più antica e longeva del Mondo (1472) con un esercito di impiegati (oggi sono 23.000) non è stata ritenuta “credibile” dai mercati che l’hanno affossata!

MPS viene ritenuta incapace di recuperare i propri NPL ed aveva ed ha ben altri numeri:  1600 filiali, 240 centri specialistici, 4 milioni di clienti.

A nulla servì per MPS cambiare management, né il controllo serrato di Banca D’Italia tantomeno una garanzia Pubblica – il Rating negativo non mutò!

Non sottovalutate la complessità che eredita un organismo esterno anche se specializzato – nel gestire e trattare gli NPL di un altro istituto.

Sarebbe stato ovvio, quasi banale che ogni istituto recuperasse i propri crediti in sofferenza perché tale attività di recupero è ordinario lavoro di Banca.

Elaborare una posizione, metterla in data entry, farne un analisi sotto i diversi aspetti – richiede tempo e denaro – risorse che ogni Banca ha il vantaggio di aver già speso per ogni posizione in sofferenza.

Ci sarebbe molto da investigare sugli interessi che muovono le società di rating – che stranamente e per contro a volte hanno garantito colossi – poi franati miseramente.

Comunque problemi di rating e di credibilità che la referenziata FININT ad oggi assolutamente non ha anzi risulta più solida dello Stato-Italia che la ospita!

Se è vera sostanza lo decidano dunque gli esperti e non Noi-cittadini noi siamo chiamati semmai a pagare se le cose vanno per aria – con la grande soddisfazione che dopo anni di indagini Banca D’Italia comminerà agli esperti responsabili severi richiami e sanzioni !

FININT è dunque come Banca neonata – una bimba di soli 4 anni e le società di rating internazionale le accordano la massima fiducia – questi sono i FATTI !

Andiamo agli azionisti di FININT: Abbacus – Commerciale Finanziaria S.p.A. per il 47% – Marchi Giovanni & C. S.r.l. per il 31,5% – Aprile S.p.A. per il 21,5%

Il reale controllo di maggioranza è praticamente di Marchi Enrico certo un imprenditore non improvvisato basti pensare alla storia industriale di Famiglia (Lanerossi) e a SAVE con le sue gestioni aeroportuali (Marco Polo di Venezia, Verona e Brescia) e ad altre imprese che lo hanno visto attore protagonista e azionista a volte anche di maggioranza.

L’attività professionale di Enrico Marchi inizia nel 1980 nel settore del merchant banking, quando fonda Finanziaria Internazionale Holding dove è il presidente della compagnia.

Finanziaria Internazionale è considerata oggi una delle più innovative istituzioni finanziarie italiane.

Opera nei settori Corporate Finance, Securitisation e Structured Finance, Private Equity, Outsourcing di servizi amministrativi e finanziari.

Con la banca francese BNP Paribas è appunto Finint la società leader del mercato italiano delle cartolarizzazioni.

Enrico Marchi è membro del comitato di Assonime, l’associazione delle società per azioni. È membro dei consigli di amministrazione di un certo numero di società. Nel corso della sua carriera, è stato nominato Vice Presidente di Banca Antonveneta **e Vice Presidente di Assaeroporti.

Ha ricoperto incarichi di livello per enti della Pubblica Amministrazione ed è Laureato in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano.

La ripartizione degli NPL, il rating delle agenzie internazionali restano comunque un mistero per un cittadino analfabeta come me!

Ora tutto questo panegirico in premessa giunge al messaggio che risponde ai fini di questo sito di consulenza aziendale:

segnalo a quanti sono indebitati con il sistema bancario italiano che queste cessioni presto riguarderanno anche  Noi indebitati.

Chi magari in questi anni di crisi bancarie non ha sempre trovato modo di contrattare un saldo e stralcio ad un valore possibile e realistico – per una pluralità di motivi, di liquidità ma anche e il più delle volte per mancanza di un referente realmente autorizzato a trattare e a chiudere agilmente le posizioni.

Chiudere senza che conseguenze o sospetti cadessero su un funzionario.

Deve sapere che oggi le SPV sono autorizzate e dotate di strumenti  anche legislativi che gli consentono perfino di rifinanziare il debitore, di entrare in società con Lui di rilevarne gli asset. (occhio)

Preparatevi quindi anche un po’ guardinghi a valutare queste opportunità che potranno essere positive o/e negative.

Note:

  • Dal Pubblico elenco delle SPV autorizzate da Banca D’Italia risulta che n.313 SPV S.r.l. sono domiciliate in Conegliano 31015 (TV) via Vittorio Alfieri 1. – Finint ha lì il suo quartier generale oltre a contare altre 14 sedi nazionali e internazionali. (se nell’ elenco delle 869 SPV – 313 S.r.l.  risultano avere lì sede legale – non è proprio scontato che facciano tutte capo a FININT)

**Banca Antonveneta ha nella sua storia un aspetto chiacchierato il fatto che sia stata acquistata a caro prezzo da MPS:

Cose da Draghi (Mario)

Mi venga un colpo se un ignorante può criticare Mario Draghi!

Col Curriculum che si ritrova!

Promosso da Governatore della Banca D’Italia e chiamato a ricoprire il medesimo ruolo nella Banca Europea e ancora oggi in carica!

La scelta è caduta sulla Sua persona per il  Curriculum e per il lavoro eccelso fatto nel controllo del sistema bancario italiano!

Notorio a tutti è infatti che le Banche italiane da li a poco ebbero non pochi problemi!

Ora a Lui dobbiamo molto – troppo – ha erogato infatti denaro alle Banche Italiane che avrebbero dovuto finanziare le Imprese italiane in Crisi!

Invece per lo più hanno investito in titoli del debito pubblico italiano.

? ? ?   !  !  !

Praticamente “un giochino delle tre carte” per mascherare che i governi nazionali sanavano i debiti delle banche stesse con un giro di denaro che è di per sé un assurdo economico!

Ovvero l’Italia mascherata da Banca Europea da i soldi praticamente ad interessi zero alle banche italiane e queste utilizzano gli stessi soldi per sottoscrivere un debito pubblico a titolo però oneroso per lo Stato.

Prendono gratis in prestito denaro e ce lo rivendono a pagamento!

Però se la matematica non è pura opinione – questo regalo – ci è costato il doppio del famoso e tanto decantato spread corrente.

Perché non avendo liquidità o gettito lo Stato deve intercettare denaro sul mercato e pagare per questo interessi – poi versa alla Banca Europea – che rigira il tutto alle banche Italiane (quasi a interessi 0) queste appena ricevuto il malloppo lo investono in Titoli di Stato e L’Italia ripaga altri interessi!

  S P E T T A C O L A R E

Loro sono geniali, Noi stupidi e Draghi è l’uomo del  Curriculum !

Vedi che vuol dire studiare ?

Ora tempestivamente con l’avvento del Nuovo Governo il Drago sospende il Quantitative Easing, più semplicemente QE, ovvero il metodo grazie al quale una banca centrale può creare moneta per iniettarla nel sistema economico finanziario attraverso operazioni di mercato aperto.

Questa leva se azionata tempestivamente può certo evitare speculazioni internazionali ed un eccessivo e ingiustificato aumento dello spread sui titoli degli stati comunitari.

Perché sospenderlo ?

Per intimidire il Nuovo Governo ?

Ma il QE è una leva che dovrebbe poter garantire sempre l’affidabilità degli stati membri o a qualcuno a volte serve instabilità per fare affari!

Studiamo che certe cose così le capiamo anche Noi!

 

Viva le nuove banche!

Non vi fanno più mutui, prestiti, leasing ?

Tra poco le banche dalle quali vi recate col cappello in mano per avere il consueto motivatissimo NO saranno rimpiazzate!

Da chi ? Semplice,  da chi ha testa & coraggio!

  1. Apple;
  2. Amazon;
  3. PayPal.

Questi gruppi hanno altri parametri guardano volumi, quanto movimentate, quanto muovete e aprendo il conto da loro anche VISA MASTERCARD & AMEX cominceranno un lento declino.

Poste Italiane ?

Per fare il cambio di numero di cellulare abbinato ad una carta mi ha fatto perdere una mattinata – pur avendo seguito ogni procedura possibile indicata – 1-web-2-Atm-3-Sportello.

Tutte e tre inutili. Devo ancora risolvere!

In 2 minuti con PayPal invece pago 2 bollette – usando la stessa carta di Poste e  PayPal 2 minuti prima manco mi conosceva! Veloci e intelligenti!

Per questo la gente migrerà e aprirà il conto dove c’è comprensione dinamica e polso del mercato – PayPal – ai commercianti che usano i suoi sistemi sta cominciando ad erogare perfino prestiti e finanziamenti – proprio a chi si vede negare sistematicamente credito.

Se vendi tramite PayPal per loro sei valutabile ed affidabile!

Ecco i 10 luxury food più costosi al mondo

  1. Tartufo Bianco di Alba – 160,406 dollari;
  2. Caviale Almas – 25,000 dollari;
  3. Meloni Yubari King – 22,872 dollari;
  4. Anguria Nera Densuke – 6,100 dollari;
  5. Pizza Royale di Domenico Crolla – 4,200 dollari;
  6. Samundari Khazana Curry di Bombay Brassiere – 3,200 dollari;
  7. Bistecca di Wagyu di Craftsteak (NY) – 2,800 dollari;
  8. Frittata di aragosta e caviale de Le Parker Meridien (NY) – 1,000 dollari;
  9. Bagel dorato di Westin Hotel – 1,000 dollari;
  10. Funghi Matsutake – 1,000 dollari.

NEW YORK – Il miele di Manuka (100 euro/kg) è  il miele più caro al mondo. Fatta eccezione per il Miele Elvish  che deve il suo prezzo di 5000 euro/kg.  alla suggestione e alla rarità.

Questa speciale varietà di miele  viene estratta in grotte a 1800 metri di profondità presso la valle di Saricayir, nella città di Artvin, situata nel nord-est della Turchia – la produzione  ha valori quantitativi  ridicoli  e solo per questo il prezzo è altissimo.

Il miele Manuka invece – qualcuno  lo chiama  “oro liquido” e lo si può trovare online a partire da 20 dollari al vasetto, ma se vi azzardate ad andare in qualche negozio o supermercato specializzato, tipo l’Whole Foods a New York, il prezzo minimo è di 30 dollari a vasetto.

In Italia si parla anche di 50 euro a confezione – ma quella da 1kg costa oltre 100 euro.

Ma che avrà di tanto speciale? Pare sia miracoloso per vari problemi epidermici, da piaghe e psoriasi fino all’acne, oltre a risultare efficace contro altre malattie date le sue alte qualità antibatteriche e anti-infiammatorie.

Questo miele è prodotto in Nuova Zelanda da api che si nutrono con polline della pianta Manuka e fino alla fine del Diciannovesimo secolo solo la popolazione dei Maori era a conoscenza di questo ritrovato della natura, poi alcuni scienziati hanno scoperto le sue qualità anti batteriche e negli anni Novanta, grazie a uno studio effettuato dalla Waiko University di Hamilton in Nuova Zelanda che, sempre più persone in tutto il mondo hanno iniziato a usarlo e apprezzarlo. Fino alle immancabili celebrities: la cantante Katherine Jenkins sostiene che è fondamentale per la salute della sua gola, il tennista Novak Djokovic nel suo libro “Il punto vincente” rivela che la sua giornata inizia sempre con due cucchiaini di miele di manuka sciolti in acqua calda e l’attrice Scarlett Johansson lo ha promosso come perfetto alleato di bellezza. Se lo spalma sulla faccia come maschera da tenere in posa 10-15 minuti e, voilà, è pronta per il red carpet.

Come si diceva è antibatterico, ma non solo. Ha la capacità di stimolare cellule indispensabili per la ricostruzione dei tessuti nel caso di una ferita infetta. Inoltre ha un forte potere anti-infiammatorio.

Le qualità antibiotiche del miele di Manuka sono date dall’alta presenza di perossido d’idrogeno, cosa comune ad altri tipi di miele, ma in più quello di Manuka ha componenti che lo rendono ancora più efficace. Tra queste il principio attivo che lo rende unico è il metilgliossale (o MGO o methylglyoxal). Più è alta la concentrazione di questa componente, e lo potete leggere sulla confezione, più il potere anti-batterico del miele è forte. Attenzione però, se volete usarlo sulle ferite, è consigliabile usare le versione medica, venduta in confezioni sterilizzate e in cui è stato trasformato in una specie di crema. In America e altrove non è stato ancora riconosciuto ufficialmente come ritrovato medico ma in Australia campeggia già da tempo nella lista dei “prodotti terapeutici”.

FARE IMPRESA IN EUROPA

L’ITALIA non è un isola autarchica e neppure una Nazione con dazi doganali  calibrati e pronti a proteggere le imprese italiane dalla concorrenza sleale di imprese che PRODUCONO in situazioni drammatiche & costi ridicoli.

Il Mercato Unico Europeo che mette e impone lacci e lacciuoli, limiti produttivi che di fatto favoriscono altri Paesi UE e extra-europei non è comunque solerte a garantire a tutte le imprese dell’unione pari opportunità!

Una competizione dove esistono Paesi dopati e paesi come l’Italia che devono competere e superare la concorrenza che corre più leggera e non con alle spalle un pesante fardello di Handicap.

Vediamo cosa pesa nel nostro zaino:

ASSICURAZIONI Le più care e le più tassate
BUROCRAZIA La peggiore con alcuni paesi dell’est.*
CARBURANTE Tra i tre peggiori
CORRUZIONE Tra i peggiori dell’unione Europea**
Cuneo Fiscale Monoreddito+2F 3° PEGGIORI col 38,6%
CUNEO FISCALE SINGLE 5° PEGGIORI col 47,8%
ENERGIA ELETTRICA  5°PEGGIOR COSTO – 38° SU 42
GIUSTIZIA 35° PER EFFICIENZA su 42
SALARI MEDI 13° IN EU – NELLA MEDIA SU 42
ISTRUZIONE 30° SU 42 X SPESA  (4%PIL)
TASSE RAPPORTO COL PIL 6° NEL MONDO  (42,9%)
TASSE R/PIL E SOMMERSO 1°NEL MONDO  (51,6%***)
ACCESSO AL CREDITO 6° PEGGIORE SU 42****
TRASPORTI SU GOMMA 3° PEGGIORE (85,9%)
COSTI AUTOSTRADE 2°  PEGGIORE  (1° FRANCIA)

note e precisazioni:

*Burocrazia peggio di noi solo Bulgaria, Cipro, Croazia, Romania, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

**Corruzione come noi solo  Romania Grecia Bulgaria.

***Tasse il rapporto col solo PIL falsa la reale pressione fiscale perché in Italia tenendo conto del lavoro nero e della produzione sommersa o evasione fiscale la reale pressione fiscale sulle imprese regolari è prima nel Mondo.

**** L’accesso al credito è stato indicato come il problema più incalzante dal 40% delle PMI a Cipro, dal 32% in Grecia, dal 23% in Spagna e Croazia, dal 22% in Slovenia, dal 20% in Irlanda, Italia e nei Paesi Bassi, contro valori del 7% in Austria, dell’8% in Germania o del 9% in Polonia. (fonte UE)

tanti auguri a tutti!

 

Risorse Comunitarie

Esistono e non sono come i tanto chiacchierati avvistamenti di UFO.

FINANZIAMENTI AGEVOLATI & A FONDO PERDUTO
tanti ne parlano come fossero di  facile accesso – certo è che Noi italiani non riusciamo invero a goderne  perché pochi consulenti sanno e fanno –  quasi nessuno t’introduce al Come Dove Quando.

Sul Tema segnalo le seguenti risorse:

Trova bandi di Finanziamento agevolati

Finanziamenti Europei

Obbiettivo Europa

Fare impresa è un impresa.

L‘IMPRESA è un’incognita, protesa comunque a SVELARSI a RISOLVERSI per divenire realtà!

Nel senso che esprime sempre un tentativo di compiersi, trasformando il calcolo astratto in un risultato tangibile e concreto!

L’impresa è dunque sempre un equazione da risolvere – con la caratteristica saliente del rischio, quell’azzardo implicito, che richiede testa e incosciente slancio – per un salto dove gli esiti mai sono scontati !

In questo periodo storico particolarmente infelice,  l’impresa è ostacolata principalmente dallo Stato e dalla sua struttura medioevale!

La leva fiscale ogni anno fa chiudere migliaia d’iniziative piccole e grandi !

In Italia nel 2017 hanno chiuso 36 aziende al giorno 

dato che in Italia migliora ogni anno perché le imprese diminuiscono.

Affidarsi fiduciosi a questo sistema significa farsi stritolare!

Svicolare non è la caratteristica dei “Furbi” – ma l’espediente usato dai sopravvissuti per non soccombere!

Chi crede nel sistema – ha praticamente già fallito.

Provate Voi – ad attendere l’esito di un contenzioso legale e tributario dal quale dipende tutto il Futuro aziendale!

Tasse, Servizi, Burocrazia, Energia, Giustizia sono tutti  “Ponti Crollati”!

Nessuno però si propone di riedificarli e di rimetterli in funzione!

Sentono impellente l’esigenza di ricostruire il Ponte Morandi entro un anno ?

Ma non avvertono l’urgenza di riparare quanto impedisce alle imprese di essere realmente libere ed agili per affrontare l’economia globale!

Dopo decine di crolli irrisolti, chiaramente è venuta meno, la necessaria Fiducia, l’Ottimismo, la Speranza di troppi imprenditori!

Una causa Civile o Penale può anche durare 20 anni ed è ordinaria amministrazione per la Giustizia Italiana!

Decine di riunioni e congressi sulle riforme da fare che si protraggono ormai da mezzo secolo! Ricorrere ai Tribunali poi comporta oneri insostenibili !

Devi pagare un avvocato e un diritto bollo proporzionale al valore della causa – subire tempi e modi che sono un angheria incostituzionale!

Leggere: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI

è poi sempre una beffa!

L’Italia dei privilegi delle cattedrali nel deserto che lo Stato stesso costruisce e dopo 28 anni non riesce neppure a dismettere e a collocare sul mercato. (*leggi l’articolo)

Eppure dal dopoguerra ad oggi il gettito pagato all’erario dagli italiani è sempre cresciuto in maniera esponenziale – ma mentre nel dopoguerra l’Italia l’hanno ricostruita con principi – LIBERISTI – oggi gli riesce solo di distruggerla.

Comunque è in questa giungla che viviamo e qui dobbiamo reagire a tutti gli attacchi,  da qualunque parte giungano,  adattandoci sempre e comunque a tutto – confidando nel futuro e nella tecnologia!

Questa nostra splendida Italia può certamente farcela e se lo stato rema contro e si fa ostacolo quando dovrebbe essere Risorsa –

vuol dire soltanto che ne faremo a meno cercando di intravedere e cogliere le opportunità che residuano per fare impresa!

risorse: API